
Viviamo di storie, di narrazioni e anche di leggende.
Dietro a ogni storia c’è un significato che ci porta a vedere lontano, squaciando il velo dell’apparenza e dell’inganno.
Le narrazioni ci consolano. Ci coccolano. Talvolta, tuttavia, ci annientano e ci addolorano.
Quanto alle leggende, sono anche un modo – come accade alla Leggenda del Pozzo dell’Amore – per comprendere la comunicazione.
E per tentare una comunicazione autentica, gentile, che ci porta a metterci in gioco.

Il Pozzo dell’Amore e la passione per la comunicazione autentica
Corrado è innamorato pazzo di Isabella. Le manifesta il suo amore, nella Verona del primo Cinquecento, in un inverno gelido da ghiacciare le ossa. Isabella non dà però segno di corrispondere all’amore di Corrado. Eppure è più innamorata di quanto Corrado e tutti noi possiamo immaginare. Davanti a un pozzo,

Il Pozzo dell’Amore e la scelta di andare oltre i muri che dividono
Nella Verona del primo Cinquecento, Corrado e Isabella danno vita alla leggenda del Pozzo dell’Amore. Quel pozzo lo possiamo trovare a pochi passi da Piazza delle Erbe, in quello che – nella Verona d’epoca latina – era il Foro romano. In un gelido febbraio, Isabella sfida l’innamoratissimo Corrado a gettarsi

Il Pozzo dell’Amore e il tempo dell’attesa
La luce che si rinfrange sui muri delle alte case di vicoletto cieco Pozzo San Marco – a pochi passi dalla veronese Piazza delle Erbe – sembra voler custodire il mistero, i silenzi e gli errori della comunicazione tra Isabella e Corrado. Accanto alle alte case, c’è il Pozzo dell’Amore,

Il Pozzo dell’Amore e il coraggio della vulnerabilità
La calda luce di marzo, a Verona, in certi giorni sa essere rivelatrice della primavera che arriva. In altri giorni, si ritrae e si tinge di grigio come se fosse un rigurgito d’autunno, e di chiusura. Quando si rivela primaverile, la luce scaligera colpisce il marmo rosato e le pietre