

Illusioni cadute. Il tempo lento della consapevolezza
Michelangelo mi ha insegnato il valore della parola. Appassionato di dibattiti giudiziari – nelle aule di tribunale – e di confronti parlamentari, anche aspri, Michelangelo adorava la retorica. Adorava la voce alta e squillante. Adorava l’incanto del raccontare. Lo conobbi che avevo 27 anni, al quotidiano L’Arena di Verona. Era l’estate

Illusioni cadute. Il grande lago dell’amarezza
Se mai ti capiterà di essere una donna sola – oppure un uomo solo – c’è un posto che ti consiglio per andarci a vivere: è il lago. Il lago è una grande pozza dove la tristezza e l’allegria possono nascondersi. E dal loro incontro può nascere la sintesi perfetta.

Illusioni cadute. L’incanto provvisorio del Mar dei Caraibi
Quando penso al Mar dei Caraibi, la mia mente va a quel pomeriggio del 26 febbraio del 1998. Ero su una spiaggia sull’Isola di Guadalupa. Mi ero sposato da pochi giorni con Roberta. Dopo una settimana a Parigi, tra Louvre e Crazy Horse, eravamo volati a Guadalupa, l’isola a forma

Illusioni cadute. Quello stupore che viene da lontano
Con la Filosofia, il mio è stato amore a prima vista. È stato un colpo di fulmine. Un dardo nell’anima. Guido Guinizelli, poeta del Dolce Stil Novo, che adoro, così riesce a rendere la sorpresa del mio incontro con i filosofi più antichi. Eraclito in testa. Essere sorpresi dalla luce

Illusioni cadute. Il deserto dove ogni tanto ci tocca camminare
“Un giorno dopo l’altro, il tuo deserto annualecon le oasi a ferragostoe per Natale”. In Canzone della vita quotidiana, Francesco Guccini nel 1974 canta la noia del vivere, con una chiara ispirazione a Giacomo Leopardi. “La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani”, scriveva d’altra parte Leopardi, nello

Illusioni cadute. E dopo la vittoria, la brusca caduta nel vuoto
Non mi è mai piaciuto barare, nella vita. Detesto gli imbroglioni, gli evasori fiscali e chi fa i furti con destrezza. Eppure, quell’estate di molti anni fa, pure io barai. Ero in seconda media, alla scuola Cesare Battisti di Verona, nel quartiere piccolo borghese dove abitavo con papà Walter, meccanico,