

Illusioni cadute. L’occasione della migliore rivincita
Nei pomeriggi assolati delle estati degli Anni Sessanta del Novecento, noi bambini boomers ci si distendeva all’ombra dei ciliegi, vicino casa. Sentivamo le cicale frinire. Il cielo era di un azzurro etereo, come i sogni che ciascuno portava in cuore. Io, Maurizio, pensavo a Giovanna, la mia compagna di

Illusioni cadute. Il ritorno ai migliori tempi andati
Il meccanico Sergio, che aveva tre anni più di me, era un tipo dal volto gioviale e senza età. A 17 anni potevi dargliene 30, di anni. E a 40 anni, aveva l’aria di un ragazzino. Era stato apprendista nell’officina d’auto di mio padre Walter, all’inizio degli Anni Settanta

Illusioni cadute. Il tempo lento della consapevolezza
Michelangelo mi ha insegnato il valore della parola. Appassionato di dibattiti giudiziari – nelle aule di tribunale – e di confronti parlamentari, anche aspri, Michelangelo adorava la retorica. Adorava la voce alta e squillante. Adorava l’incanto del raccontare. Lo conobbi che avevo 27 anni, al quotidiano L’Arena di Verona. Era l’estate

Illusioni cadute. Il grande lago dell’amarezza
Se mai ti capiterà di essere una donna sola – oppure un uomo solo – c’è un posto che ti consiglio per andarci a vivere: è il lago. Il lago è una grande pozza dove la tristezza e l’allegria possono nascondersi. E dal loro incontro può nascere la sintesi perfetta.

Illusioni cadute. L’incanto provvisorio del Mar dei Caraibi
Quando penso al Mar dei Caraibi, la mia mente va a quel pomeriggio del 26 febbraio del 1998. Ero su una spiaggia sull’Isola di Guadalupa. Mi ero sposato da pochi giorni con Roberta. Dopo una settimana a Parigi, tra Louvre e Crazy Horse, eravamo volati a Guadalupa, l’isola a forma

Illusioni cadute. Quello stupore che viene da lontano
Con la Filosofia, il mio è stato amore a prima vista. È stato un colpo di fulmine. Un dardo nell’anima. Guido Guinizelli, poeta del Dolce Stil Novo, che adoro, così riesce a rendere la sorpresa del mio incontro con i filosofi più antichi. Eraclito in testa. Essere sorpresi dalla luce